Caffè AGUST s.n.c.
via Allegri 127, 25124 Brescia
Tel. (+39) 030 2310681; Fax (+39) 030 2310723
p.iva 03065200176
info@caffeagust.it - www.caffeagust.it

Caffè Agust - Il personaggio

12 Giugno 2007 - Comunicaffè

Augusto Corsini Cavaliere della Repubblica

Brescia, una vita tutta dedicata al caffè torrefatto

Il neo Cavaliere Augusto Corsini titolare della Torrefazione Agust di Brescia

Racconta il neo Cavaliere Augusto Corsini.

GALEOTTA FU QUELLA SCELTATutto cominciò nei giorni che precedettero il mio matrimonio.

Alla vigilia della data fissata pensai di aprire, per la mia futura sposa, un piccolo negozio di vendita caffè visto, fra l’altro, che già operavo nel settore in qualità di agente di vendita di caffè crudo.

Il negozio sarebbe stato lo sviluppo naturale, vista l’esperienza di commessa, della mia fidanzata, nel negozio paterno.

Tornati dal viaggio di nozze realizzammo questo progetto ed aprimmo un negozietto in Via Crispi, nel centro storico.

L’intenzione era di tostare piccoli quantitativi di caffè per il puro fabbisogno del negozio in modo che io potessi continuare ad occuparmi delle consegne del crudo alle torrefazioni mie clienti nelle zone di Brescia, Cremona e Mantova.

Non avevamo grandi ambizioni o pretese di espansione ma soltanto il desiderio di dare a mia moglie un’occupazione perché potesse partecipare al sostentamento familiare.

Di fatto per, all’apertura del negozio e al primo giro di visite per consegnare il caffè crudo ai clienti, realizzai che nessuno voleva più acquistare da me perché mi vedevano come un possibile nuovo concorrente.

Non avevo calcolato questa possibilità perché non avevo mai preso in considerazione l’idea di espandermi e divenire così concorrente dei stessi miei clienti.

Eppure mi trovai ad affrontare una situazione non prevista visto che nel giro di una settimana avevo perso tutto il mio portafoglio conquistato in anni di viaggi e contatti.

Questa nuova situazione mi obbligò a rimboccarmi le maniche e a riversare tutte le mie energie nel negozio di mia moglie.

LE PRIME SEDI Lavoravamo giorno e notte, ribaltando completamente i piani iniziali di novelli sposi, trovandoci inconsapevolmente catapultati nella nuova e inattesa realtà della torrefazione di caffè.

All’inizio non fu per niente facile per una serie di difficoltà.

Non ultima quella dello spazio a disposizione.

Infatti il negozio era di soli 20 metri quadrati, e non era previsto un locale ad uso di magazzino.

Fummo costretti quindi ad attrezzare il nostro piccolo appartamento a magazzino e li ogni spazio era utile per stivare i sacchetti da caffè: dagli armadietti fino al sottoletto.

Trascorsi due anni di duro impegno iniziammo a raccogliere i primi frutti.

Nel frattempo la necessità di affittare un magazzino esterno si faceva sempre più pressante.

Fortunatamente si presentò l’occasione della vendita di un magazzino di circa 120 metri quadrati al rustico che riuscimmo ad acquistare con i primi risparmi di tanti sacrifici.

Mi ricordo che una volta entrato nel locale mi chiesi se il mondo fosse in vendita tanta era la mia gioia in quel momento.

Non mi sembrava ancora vero di avere a disposizione tanto spazio.

Fortunatamente dopo 4 anni l’esigenza di ampliarsi bussò nuovamente alle nostre porte dandomi conferma che la strada forzatamente intrapresa era quella giusta.

Presi in affitto un altro magazzino e successivamente ne potei acquistare un altro poco distante per stivare i sacchi di caffè crudo.

Naturalmente la dislocazione frammentata fra la sede e i magazzini oltre ad essere scomodissima non permetteva di ottimizzare il lavoro.

Inoltre il traffico, in via Crispi a due passi dal centro di Brescia, in pochi anni dall’apertura della nostra attività, era cresciuto enormemente ed era sempre più difficile trovare parcheggio e movimentare la merce in arrivo.

Si fece, quindi, largo l’idea di unificare il tutto.

Mi misi alla ricerca della zona adatta a realizzare il nuovo progetto.

La soluzione la trovai a S.Eufemia dove ci trasferimmo a fine lavori.

Li avevo fatto costruire  uno stabile molto ampio adatto ai nostri bisogni, dove al piano terreno, sul retro, venivano svolte tutte le fasi di lavorazione del caffè e sul davanti, in via Indipendenza, il negozio per la vendita diretta al pubblico e relativa degustazione nella zona bar che ancora oggi è gestita da mia moglie Mariarosa e mia figlia Laura.

Nel seminterrato avevo realizzato i magazzini.

Al primo e secondo piano c’era il nostro appartamento.

Così come eravamo strutturati tutto era perfetto per iniziare seriamente a fare conoscere le nostre miscele di caffè ai bar di Brescia e provincia.

Assunsi sei rappresentanti ed impostai le basi della nuova gestione commerciale che perpetua ancora oggi in Via Allegri, 127 a San Polo.

L’esigenza di recarmi personalmente nei paesi d’origine affiorò proprio in quel periodo.

Iniziavo a sentire l’esigenza di garantire ai clienti la costanza della qualità nel tempo.

La prima occasione mi venne data nel 1977 quando, con un gruppo di torrefattori, andammo in Brasile. Durante la mia permanenza, venni intervistato e fotografato da un giornalista locale che ne fece una pubblicazione di cui ne conservo ancora la copia.

Li capii dal vivo molti aspetti legati alla mia attività che fino a quel momento mi erano stati passati  con una buona dose di fantasia al fine di vendere il più possibile, dagli agenti che mi fornivano il crudo.

Il viaggio non fu proprio un desiderio di vedere luoghi lontani ma una scelta forzata in quanto il Brasile in quell’anno fu investito da una importante gelata e volevo rendermi conto in prima persona dei danni.

La situazione sembrava serissima e la cosa mi preoccupava molto.

Se era vero quello che si diceva e cioè che le piante investite da una gelata dovevano essere sradicate, voleva dire che per avere il nuovo raccolto si dovevano attendere altri 4-5 anni perché queste crescessero e fossero nuovamente produttive.

Sarebbe iniziata così la crisi del settore caffè che avrebbe fatto lievitare il prezzo del crudo a prezzi da capogiro.

Le torrefazioni avrebbero dovuto immagazzinare il fabbisogno di caffè per i prossimi 4-5 anni ai prezzi massimi di quel tempo con un anticipo in denaro considerevole per 4-5 anni e a prezzi assolutamente sfavorevoli.

Durante la visita potei, invece, constatare che le piante trapiantate in sostituzione di quelle gelate non fruttificavano dopo 4-5 anni, ma bensì dopo soli 2 anni.

Ci fu chiaro che le pressioni degli agenti di vendita del crudo non erano altro che manovre speculative.

Questo primo viaggio mi stuzzicò a conoscere sempre più luoghi di coltura del caffè, a conoscere le  diverse specie, le fioriture, i diversi terreni di coltivazione alla ricerca di quelle piante e di quelle zone che producessero caffè particolarmente pregiati dal punto di vista aromatico.

Fu così che allacciai, con tanta fatica, visto che non parlavo alcuna lingua straniera, i primi rapporti di collaborazione, feci le prime conoscenze dirette di coltivatori del luogo e questo durò per circa 20 anni.

Poi mi fu prospettata l’idea di collaborare alla fondazione di un’associazione volta a valorizzare la qualità superiore del caffè e a porre le basi di una certificazione che costituisse una reale garanzia per il consumatore.

LA NASCITA DEL CSC Insieme a altri torrefattori italiani, sparsi un po’ in tutto il paese, crudisti, importatori ed esperti del settore, decidemmo quindi di fondare tale associazione che assunse il nome di CSC (Caffè Speciali Certificati).

L’unione della nostra esperienza, conoscenza e passione per il caffé ci indusse a programmare una serie di visite, di interventi e a stipulare rapporti di collaborazione in diversi paesi produttori.

Venne istituita la Commissione Tecnica con l’incarico di ricercare le migliori piantagioni per ogni provenienza e, aggregandomi a quella, visitammo numerose piantagioni principalmente del Centro America: Guatemala,  Costarica, S. Domingo,  Salvador ed il Messico.

Seguirono i viaggi verso il Brasile, l’India e l’Etiopia.

Nel giro di 3-4 anni con una media di circa 3 viaggi all’anno riuscimmo a formare la  rete di fornitori dell’associazione CSC.

Vennero scelti soltanto fornitori che fossero in grado di darci tutte le garanzie previste dal nostro statuto e regolamento.

Per prima cosa l’associazione valuta la serietà della fazenda, poi dove è ubicata.

A cominciare dall’altitudine delle piantagioni, se queste sono al sole o all’ombra.

Se al sole, se ci sono altre piante che possono proteggere le piantagioni dalle intemperie, ecc.

Tutti questi fattori hanno una grossa importanza per il risultato aromatico e di pregio del caffè in tazza.

Inoltre gli stabilimenti di lavorazione del caffè crudo devono essere a norma con tutte le attrezzature, indispensabili per ottenere la perfezione del risultato, perché, purtroppo, anche in questi paesi, che sono considerati i numero uno per produzione di qualità,  non tutte le aziende sono in grado di garantire le caratteristiche d’eccellenza che la nostra esperienza di soci CSC richiede.

I PRIMI COSNTRATTI CSC Inizialmente si cercò quindi di individuare per ogni paese circa 8 aziende produttrici che offrivano tutte più o meno le medesime caratteristiche d’eccellenza e, fra queste, solo con quattro (le migliori in assoluto) si firmarono i contratti di fornitura.

La scelta finale e l’automatica eliminazione di alcune di loro fu dovuta principalmente alla  scarsità d’acqua a disposizione.

Alcune piantagioni non avevano acqua a sufficienza per lavare e pulire bene il caffè, che, per essere estratto dalla ciliegia che lo avvolge, subisce (se utilizzato il metodo ad umido) dei lavaggi continui in vasche di fermentazione.

Senza acqua a sufficienza voleva dire riciclare acqua già utilizzata in precedenza, cosa non accettabile quindi per un discorso igienico e qualitativo.

Come CSC riteniamo infatti che, in queste condizioni, il gusto e l’aroma del caffè ne risentano.

ANNI DI SELEZIONI Ci sono voluti anni per potere analizzare tante piantagioni e scegliere quelle che oltre ad avere tutte le caratteristiche d’eccellenza richieste fossero anche disposte ad impegnarsi con l’associazione con quantitativi di fornitura per tutto il corso dell’anno, scegliendo, fra l’altro, noi la zona esatta di raccolta caffè: a quell’altitudine, da quei tipi di piante, eccetera.

Questi accordi furono presi a seguito di numerose ricerche e non poca fatica.

Il contratto con il fornitore dura un anno ma, se la fornitura non è come da accordi o se anche una sola fase del raccolto non viene rispettata,  il contratto decade, non viene rinnovato l’anno seguente e il fornitore viene eliminato dalla lista dei fornitori CSC e quindi si riattiva la fase di ricerca di un fornitore che lo sostituisca.

Chiaramente il lavoro dell’associazione ci ha permesso di fornire caffè sempre migliori.

Come Caffè Agust ci avvaliamo inoltre, e non è una regola che vale per tutti, di un magazzino di crudo con quantitativi sufficienti a coprire la fornitura di un intero anno di lavoro a garanzia ulteriore di qualità per tutti i nostri clienti.

Questo ci ha permesso di superare alcune difficoltà riscontrate all’inizio della nostra attività dove, alcuni clienti, potevano lamentarsi perché, in alcuni periodi dell’anno, il caffè non aveva lo stesso sapore.

Siamo, inoltre, particolarmente soddisfatti della scelta aziendale fatta alcuni anni fa di avvalerci di una selezionatrice ottico-elettronica che ci permette di selezionare ulteriormente il caffè acquistato.

Alla Caffè Agust i caffè certificati oltre ad essere composti da chicchi selezionati già all’origine, secondo le disposizioni della CSC, vengono ulteriormente esaminati dopo la tostatura, controllando chicco per chicco tutta la miscela, mediante rilevatori ottico elettronici che esaminano il caffè per intensità di colore, per impedire che anche un solo chicco immaturo alla raccolta entri nella miscela.

Anche per il caffè vale la regola che tutti ben conosciamo e applichiamo alla frutta che acquistiamo; cioè che il prodotto raccolto a maturazione a sapore e profumi ben diversi a quello acerbo.

Le immagini della selezione sono disponibili nel nostro sito www.caffeagust.it

Essendo la Caffè Agust un’azienda artigiana è ovvio che trasferisca i valori della persona nell’azienda; a questo proposito c’è da sottolineare l’importante svolta data da mio figlio Marco che mi affianca nella conduzione dell’azienda ormai da più di 25 anni

IL RINNOVAMENTO DEGLI IMPIANTI Sua è stata la recente scelta di ristrutturazione dell’impianto di torrefazione, scelta non dovuta a necessità di potenziare la produttività o per il mal funzionamento del precedente impianto, ma solo come logica conseguenza della continua ricerca del miglioramento qualitativo.

Si tratta di macchinari all’avanguardia entrati in funzione dal settembre 2006 che migliorano ulteriormente le lavorazioni di tostatura, movimentazione e stoccaggio del prodotto.

Con il nuovo impianto il caffè viene investito, durante la cottura, da una grande quantità d’aria calda che permette una cottura lenta ed omogenea dei chicchi fino alla parte più interna di questi e non solo superficialmente.

Dopo la tostatura e la selezionatura elettronica, il caffè viene trasferito in celle di acciaio inox dove rimane dai cinque agli otto giorni per la maturazione, necessaria allo sviluppo della totale potenzialità aromatica del caffè.

I VALORI Dicevamo che nell’azienda vengono trasferiti i valori della persona; questo è particolarmente vero nel caso di mio figlio e della sua spiccata propensione verso i valori ecologici ed etici evidenziati dalle seguenti iniziative:

- In aggiunta al bruciafumi previsto dalla legge italiana, ci siamo dotati di un catalizzatore per un abbattimento completo di eventuali residui inquinanti post combustione.

- Essendo per l’azienda un valore aggiunto la possibilità di produrre energia alternativa si è predisposto in linea al nuovo impianto di tostatura, un compattatore di pellicole del caffè. Queste una volta staccatesi dal chicco, dopo la cottura, vengono compattate e, anziché buttarle nell’immondizia, regalate ad alcune famiglie perché vengano utilizzate come materiale da riscaldamento in stufe a legna.

- E’ già iniziata l’installazione dei pannelli solari fotovoltaici per la produzione di energia elettrica pari al nostro fabbisogno annuo.

- Stiamo conducendo un progetto per la mobilità sostenibile e, a titolo di esperimento, abbiamo acquistato ed è già in circolazione un’autovettura completamente elettrica.

- Fra le nostre cinque miscele di caffè ne proponiamo una composta al 100% da arabica selezionati, provenienti da agricoltura biologica ed equo solidale. Gli incarti di tale miscela sono stati resi ad impatto zero per l’ambiente grazie all’adesione al progetto “impatto zero” (www.impattozero.it ) di Lifegate.

- Una nuova miscela 100% equo solidale chiamata Kafequo ci permetterà di arricchire  la nostra gamma di proposte “eque” entro la fine di giugno 2007.

Concludo il racconto della mia vita lavorativa dicendo che quanto ho raggiunto oggi e quanto posso offrire alla mia clientela, mi riempie d’orgoglio e constato che, per raggiungere tutto questo, ho impiegato ben 50 anni.

Augusto Corsini